Cos’è l’ipotiroidismo congenito, quali sono i sintomi e i valori di riferimento

Si parla di ipotiroidismo quando la tiroide non produce più gli ormoni necessari al corretto funzionamento della ghiandola e avviene un rallentamento delle funzionalità tiroidee, di solito accompagnato da sintomi abbastanza visibili: aumento di peso, debolezza muscolare accompagnata da dolori articolari, affaticamento cronico, problemi cardiaci, cute secca e screpolata sensibilit&agrave…

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Belladonna, la pianta velenosa: proprietà, effetti e controindicazioni

Salita alla ribalta delle cronache dopo la notizia della famiglia di Torino rimasta intossicata per averla consumata sotto forma di insalata, la belladonna è una pianta velenosa, estremamente pericolosa se assunta in dosaggi o forme sbagliate diverse dai preparati galenici o omeopatici prescritti sotto rigorosissimo controllo medico. Il suo nome…

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Duplicazione del Dna: come funziona e a cosa serve

Quando una cellula si deve riprodurre deve riprodurre anche il suo Dna, in modo che le due cellule generate dalla divisione cellulare contengano tutti i geni della cellula di partenza. Questo processo di duplicazione prende il nome di replicazione del Dna e garantisce che tutte le cellule del corpo (fatta…

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La tachicardia sinusale è pericolosa? Le cause, i sintomi e le cure

Si parla di tachicardia sinusale quando la frequenza dei battiti cardiaci aumenta oltre il normale valore, il quale può variare seconda dell’età, dello stato di salute ed emotivo in cui si vive e dell’attività che si sta svolgendo, dovuta ad aumento del ritmo sinusale. Durante questa situazione di tachicardia, il battito del cuore tende a innalzarsi oltre i 100 battiti per minuto: è quindi una condizione abbastanza pericolosa, perché oltre una certa soglia (che si calcola sottraendo a 220 l’età del soggetto) si mette a rischio la corretta ossigenazione del cuore.

Lo stadio di tachicardia sinusale vede tra le numerose cause l’insorgere di stati ansiogeni o un eccesso di esercizio fisico che mette sotto sforzo il muscolo cardiaco. Altre cause possono essere ricercate nell’ipertiroidismo, nell’abuso di caffè, nel fumo, nell’anemia, negli stadi influenzali come la febbre o anche nell’ipotensione, nelle vertigini o nell’abuso di farmaci che possono provocare l’insorgere di tachicardia sinusale.

Questa condizione può essere completamente asintomatica ma solitamente si presenta  con cardiopalmo, ovvero un battito cardiaco che il soggetto percepisce come aumentato e irregolare e che può peggiorare la condizione di ansia in cui ci si trova. L’inizio e la scomparsa dei sintomi della tachicardia sinusale sono sempre graduali e mai improvvisi.

Le cure per la tachicardia sinusale sono ovviamente legate alla causa che determina la comparsa della condizione, ma se essa non è dovuta a condizioni mediche patologiche o ad assunzione di cibi, farmaci o sostanze stupefacenti, occorre prendere in considerazione la tutt’altro che rara possibilità che sia legata ad uno stato ansiogeno, come nei casi da aritmia cardiaca da stress. Spesso, soprattutto in chi soffre di attacchi di panico, può succedere che la crisi tachicardica spaventi la persona a tal punto da interpretarla come segno di imminente attacco cardiaco, in un circolo vizioso tra ritmo cardiaco e sistema ansiogeno. In questi casi, il miglior beneficio è un intervento psicoterapeutico mirato che curi degnamente la malattia che sta a monte, magari utilizzando anche alcuni tipi di farmaci betabloccanti che aiutano a rallentare l’effetto dell’adrenalina sul cuore.

Via | Ipsico

Foto | Flickr

La tachicardia sinusale è pericolosa? Le cause, i sintomi e le cure é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 21:41 di lunedì 29 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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Appendicite: quali sono i rischi della peritonite e come si cura

Quando si soffre di appendicite, uno dei rischi più concreti di questa infiammazione  è quello che possa degenerare in peritonite, una conseguente infezione della membrana peritoneale che avvolge, proteggendoli, molti organi interni. Se l’appendicite è mal curata, perché gli antibiotici prescelti prima dell’intervento chirurgico, che resta comunque l’unica soluzione definitiva, non fanno effetto, oppure trascurata a lungo, può capitare di peggiorare la situazione e rompere l’organo, che infetta le zone limitrofe con la diffusione dei batteri patogeni.

La peritonite è dunque un’infiammazione del sacco peritoneale, che svolge una funzione protettiva degli organi interni del nostro corpo oltre a quella, primaria, di sostenerli; è formato da due membrane simili a foglietti, una parietale che riveste la cavità addominale e una viscerale, che avvolge gli organi contenuti nella cavità suddetta. Tra i due foglietti esiste il cavo peritoneale, un’area “virtuale” contenente il liquido sieroso che permette di attutire e facilitare i movimenti attivi e passivi degli organi interni.

Se un organo interno viene danneggiato da un’infiammazione, come nel caso dell’appendicite, e si rompe spargendo intorno i batteri responsabili dell’infiammazione e i succhi digestivi e gastrici, può capitare che l’azione naturalmente antisettica e antibatterica del siero peritoneale venga meno: ciò dà spazio ad un’infezione del peritoneo, detta peritonite.

La peritonite può essere diversificata in base all’origine, che può essere primaria o secondaria; in base all’estensione, che la categorizza come localizzata o diffusa; o ancora, in base al fatto che sia cronica, piuttosto rara come patologia, o acuta, più frequente e con manifestazioni di dolore violente e brusche.

I rischi della peritonite riguardano il peggioramento ulteriore di una situazione già compromessa per gli organi interni, andando a colpire l’intera zona addominale con blocchi intestinali, affaticamento renale, stipsi, produzione di pus in eccesso che provoca ulteriore disidratazione, perdita di sali minerali e proteine.

La cura migliore per la peritonite prevede la reidratazione del paziente per via endovenosa e la somministrazione di antibiotici e antibatterici che circoscrivano l’infezione prima del possibile intervento chirurgico risolutivo, che andrà a intervenire sull’organo responsabile dell’infiammazione, nella maggior parte dei casi l’appendice infiammata e ormai rotta.

Via | Mypersonaltrainer

Foto | Getty Images

Appendicite: quali sono i rischi della peritonite e come si cura é stato pubblicato su Benessereblog.it alle 22:32 di venerdì 26 aprile 2013. Leggete le condizioni di utilizzo del feed.


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