Incenerimento rifiuti: un trattamento innovativo per le ceneri leggere

//–>

Uno studio ha consentito di inertizzare i metalli pesanti delle ceneri tossiche, rendendole addirittura migliori delle usuali materie prime; questi prodotti possono essere riutilizzati all’interno di altri materiali come, ad esempio, cemento, calcestruzzo e addirittura plastica.
Tutto è accaduto per caso dieci anni fa durante una ricerca per una tesi di laurea all’Università di Brescia, che poi è stata sostenuta nel seguito della sperimentazione (cofinanziamento al 50%) da Csmt, Contento Trade e Tekniker.

In 3 anni, parte della cenere utilizzata per gli esperimenti nei laboratori universitari è stata inviata ad un reattore costruito appositamente nei pressi del termovalorizzatore di Brescia. Da un trattamento molto delicato, per gli alti i rischi di tossicità, è derivato un prodotto finale chiamato Cosmos, un composto fatto con silice e cenere di scarto del carbone.

I primi oggetti realizzati utilizzando le ceneri provenienti dalla termovalorizzazione dei rifiuti solidi urbani sono le piastrelle da decorazione ad opera di un’azienda di Sassuolo (Modena).

Fonte immagine: © 2014 COSMOS-RICE

COSA È COSMOS?
Cosmos è l’acronimo di COlloidal Silica Medium to Obtain Safe inert che si riferisce al nome del composto.
Un progetto triennale, concluso a dicembre scorso, pluripremiato dall’Unione Europea per il valore sociale aggiunto che è riuscito ad ottenere altri tre anni di finanziamenti grazie alla possibilità di recuperare scarti del ciclo dei rifiuti; infatti grosse quantità di questa cenere inertizzata sono state provate con successo da diverse aziende che lavorano plastica, piani cottura e manti stradali, in aggiunta ad altri materiali dei propri cicli di lavorazione dei prodotti.

Elza Bontempi, professoressa di chimica della facoltà di ingegneria e responsabile del progetto per l’Università di Brescia spiega che “si tratta di una reazione molto lenta che, per essere totalmente efficace richiede almeno due giorni di tempo (…) La ricerca principale è stata cercare sostanze in grado di attivare le ceneri tossiche. Fino a trovare la formula perfetta in grado di renderle totalmente inerti (…) In laboratorio, per mescolare il Cosmos, usiamo un robot da cucina. E seguendo questo principio abbiamo creato il mescolatore più grande, costruito vicino al termovalorizzatore”.
Due giorni sembra però un tempo di attesa accettabile se il risultato e le sue applicazioni si riveleranno così sorprendenti.

Controindicazioni
È al vaglio la problematica dell’investimento economico in quanto processare la cenere tossica con la silice, avente un elevato costo, non è ancora molto conveniente rispetto all’usuale metodo di smaltirla sotterrandola in discarica. Forse una soluzione la si è trovata: recuperare la silice da un altro rifiuto di scarto del riso (pula di riso) che pare ne possieda in alta percentuale: la pula viene già bruciata e utilizzata per il recupero termico, quindi per ricavare la silice basterà recuperare la cenere di scarto delle risaie.

Altri usi oltre quelli per i prodotti edili e stradali
Il processo produttivo di Cosmos potrebbe essere concepito come un circolo in cui usare e riusare sempre gli stessi elementi sintetizzati; per esempio, i sali che si depositano dopo il lavaggio del Cosmos potrebbero essere utilizzati per sciogliere la neve sulle strade visto che annualmente il Comune di Brescia spende circa 300.000 euro per questi interventi, e così si andrebbe a provvedere ad un’attività necessaria ma dispendiosa.

Il Cosmos negli ultimi anni è stato anche utilizzato, oltre che testato, come aggiunta ad altri materiali, per creare oggetti e gadget fra cui una serie di gioielli e monili, fatti in parte in ceramica e distribuiti gratuitamente.

Impiegare un materiale di scarto, per giunta tossico, per fare accessori di moda contribuisce ad aumentare la sua accettazione sociale, eliminando quelli che possono essere ingiustificati timori. Una metafora, quella dell’uso di Cosmos per confezionare gioielli, che ha trovato l’approvazione di tutta la Comunità Europea.

Leggi anche:

Smaltimento dei rifiuti RAEE. Arrivano i cassonetti intelligenti

L’Unione Europea ha attivato un progetto sperimentale dal nome Identis Weee che ha lo scopo di raddoppiare la raccolta dei rifiuti RAEE (rifiut

Il primo polo produttivo di bioedilizia in Italia: “La casa verde CO2.0”

La maggior parte delle volte i sogni svaniscono al mattino, invece questo è diventato realtà grazie alla determinazione e alla passione di una

Riciclare conviene a tutti, incenerire conviene ai soliti

Come ormai d’abitudine, la nostra classe politica è sempre pronta a giustificare le peggiori nefandezze trincerandosi dietro al motto sempreve

Riciclare o incenerire? Una scelta fra futuro e passato, salute e malattia

Il 18 Novembre 2012 è stata una data storica, in cui la decisione al dilemma “riciclare o incenerire” è stata presa non da un gruppo ristre

Terre e rocce da scavo, la nuova disciplina regola obblighi e responsabilità

Il 6 ottobre è entrata finalmente in vigore -con circa 5 mesi di ritardo- la nuova disciplina riguardante la gestione dei materiali da riporto p

Tags:



Aggiungi commento

Back to the top
Home

Leggi il seguito

Brevetto Enea per estrarre oro dai Raee

Tutti sanno che dalle apparecchiature elettroniche in disuso (Raee), e più propriamente dai componenti informatici, è possibile ricavare metalli preziosi con un elevato valore commerciale, ma spesso l’estrazione risulta complicata e ambientalmente poco compatibile, soprattutto se effettuata in ambienti inadatti o da personale non qualificato. Oggi però tutto diventa …

Leggi il seguito

Crescono i rifiuti elettronici nel mondo

Tutti noi siamo contenti di avere gadget tecnologici, strumenti sempre più all’avanguardia e sempre più presenti nella vita di tutti i giorni, ma questo significa pure che prima o poi dovremmo buttarli via e diverranno rifiuti elettronici. E sappiamo bene come vanno le cose, con l’obsolescenza programmata, quindi …

Leggi il seguito

Elettrodomestici in disuso: una ricchezza dimenticata nelle nostre case

Esiste una piccola miniera di materie prime, in Italia, e si trova giornalmente sotto gli occhi di tutti, tra le nostre cose, nelle nostre case. Secondo una ricerca di Ecodom (il Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici), infatti, noi italiani nascondiamo nei nostri appartamenti 200 milioni di …

Leggi il seguito

Rapporto RAEE, raccolte 240 mila tonnellate nel 2012

Raccolte in Italia circa 240 mila tonnellate di Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche nel 2012, l’8,5% in meno rispetto al 2011. Questo il dato principale che emerge dal V rapporto annuale redatto dal Centro di Coordinamento RAEE, che analizzando il sistema mostra un aumento del 9% delle strutture di conferimento in tutto il Paese. […]

Leggi il seguito

Rifiuti elettronici, cala la raccolta: nel 2012 riciclato l’8,5% in meno

Presentato il rapporto annuale sui Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia. Nonostante una media di 4 chili di Raee per abitante, nel 2012 la raccolta è calata dell’8,5% rispetto all’anno precedente, con sole 240mila tonnellate conferite ai centri di smaltimento.

Sarà colpa della crisi, o di atteggiamenti poco responsabili. Ma la raccolta dei Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, in Italia non decolla. Stando ai dati del Centro di Coordinamento Raee, nel 2012 la raccolta di questi speciali rifiuti – che in molti casi sono delle vere miniere d’oro – ha fatto segnare un -8,5% rispetto all’anno precedente.

Lavatrici, frigoriferi, ma anche lampade a risparmio energetico e pc non sono andati tutti, come previsto, nei centri di raccolta e smaltimento. Il motivo? Per molti la crisi, che ha fatto rimandare qualche acquisto – e quindi anche qualche smaltimento – alle famiglie italiane.

Leggendo i dati del Rapporto Annuale 2012 sul Sistema di Ritiro e Trattamento dei Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche in Italia, infatti, nel 2012 sono state raccolte solo 240mila tonnellate, circa l’8,5% in meno rispetto all’anno precedente, nonostante i Centri di Conferimento siano passati da 3.511 a 3.767, +9% rispetto al 2011,

Nonostante questa significativa flessione nella raccolta (passata da 260.090.413 kg del 2011 a 237.965.563 kg nel 2012), la media pro capite di raccolta in Italia rimane a livelli sufficienti, circa 4 chilogrammi per abitante, in linea con l’obiettivo minimo previsto dalla normativa europea.

I Raee, che sono classificati in 5 differenti “categorie”, se destinati a un ciclo di trattamento specifico possono essere un’ottima risorsa anche dopo che un qualsiasi elettrodomestico o apparecchiatura elettronica abbiano terminato il loro ciclo di vita.

Ecco la classifica di raccolta 2012 confrontata con quella dell’anno precedente per raggruppamenti:

R3 – Tv e monitor: -9,22%;

R1 – Frigoriferi e Apparecchiature Refrigeranti: – 6,62%;

R2 – Grandi elettrodomestici: -12,74%;

R4 – Piccoli elettrodomestici: a -3,66%;

R5 – Sorgenti luminose: +7,72%.

Questa invece la classifica su base regionale:

– la Valle d’Aosta è la regione più virtuosa con una media capite di ben 8,28 kg/ab;

– la Lombardia è la regione che raccoglie in assoluto di più (quasi 46 milioni di kg) e ha il più alto numero di Centri di Conferimento con 833 Centri di Raccolta e 20 Luoghi di Raggruppamento;

– la Toscana è la regione più virtuosa tra quelle dell’Italia centrale con una media pro capite di 5,60 kg/ab;

– la Sardegna è la più efficiente tra le regioni dell’Italia meridionale e insulare con 5,40 kg/ab.

La crisi può avere fatto la sua parte, ma sono ancora in tanti a pensare che lavatrici, frigoriferi e pc possano essere sepolti in discarica, senza considerare l’enorme danno ambientale che subiamo tutti.

Qui potete trovare il punto di conferimento più vicino a voi.

Sofia Capone

Leggi il seguito

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi