Omega 3: salmone selvaggio dell’Alaska

Il consumo di Salmone Selvaggio dell’Alaska è sinonimo di buona alimentazione, ma anche di salute, infatti, oltre a possedere delle carni ottime, esso è ricco di vitamine, selenio e Omega 3 ( DHA ed EPA ) sono gli acidi grassi in esso contenuti, che offrono benefici plurimi alla salute umana.

Il Salmone Selvaggio dell’Alaska  fornisce proteine di elevata qualità, molto digeribili e con tutti gli aminoacidi necessari all’organismo. Ad esempio, è ricchissimo di vitamine D, raramente presente nel cibo, B (B6 e B12, niacina e riboflavina), e di selenio, avente proprietà antiossidanti, e, infine è una fonte importantissima di acidi grassi a catena lunga, aventi benefici innumerevoli per la salute umana.

Molti studi epidemiologici sostengono che mangiare pesce in modo regolare è abitudine ottima, perché il suo contenuto di Omega 3 aiuta a ridurre i rischi di malattie cardiache, migliorando in questo modo il funzionamento del cuore anche in chi ha subito un infarto e migliorano anche il flusso sanguigno, rallentando il progredire del restringimento delle arterie.

Il consumo di pesce “almeno due volte a settimana”, è consigliato a tutti, in particolare ai bambini e alle donne in gravidanza, proprio per i suoi effetti benefici.

Uno studio ha, infatti, evidenziato come i bambini, nati da donne che avevano inserito nella loro dieta almeno 220 g di pesce a settimana,  avevano un quoziente intellettivo più alto della media. Naturalmente, il pesce non deve rientrare nelle varietà che possono presentare un contenuto di mercurio particolarmente elevato, come lo sgombro e il pesce spada, quindi è meglio scegliere i pesci di piccola tagli e che vivono nei mari freddi.

Molto importante, poi, per la salute di tutti è mangiare del pesce pescato in condizioni ottimali, in acque molto pulite e con livelli di mercurio molto bassi, come appunto il Salmone Selvaggio dell’Alaska.

Omega 3 salmone selvaggio e la pesca ecosostenibile

Il salmone selvaggio è un pesce che si muove continuamente attraverso fiumi e mari, nutrendosi solo di ciò che offre il suo territorio di caccia (gamberetti, plankton e piccoli pesci). Si tratta, altresì di un pesce la cui cattura avviene in modo non cruento, ma ecosostenibile, ossia solo in quantità limitate in determinati periodi dell’anno, per garantire il perpetuarsi della specie e il pieno rispetto dell’ambiente.

Mettere in tavola il Salmone Selvaggio dell’Alaska significa alimentarsi nel modo corretto e pensare alla propria salute!

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