Come aumentare i followers su Twitter

Come aumentare i followers su Twitter

Un potente strumento per farsi conoscere immediatamente. Però bisogna saperlo maneggiare. Alcune indicazioni.

Tutto cominciò nel 2006, quando Twitter nacque per tenere in contatto persone lontane. Nel tempo le sue funzioni sono mutate, dato che permette comunicazioni in tempo reale, per non dire fulminee.

Un mezzo di aggiornamento non indifferente, anche in frangenti drammatici o catastrofici, in cui si è rivelato più veloce di qualsiasi giornale telematico. Sul piano lavorativo, se ti stai attrezzando per rafforzare la tua attività attraverso Internet, è un “veicolo” da non sottovalutare. Ti spiegheremo, con l’aiuto di Giga.it, come aumentare i followers su Twitter. Seguici (per l’appunto…).

Qualche caratteristica

Parliamo di una sorta di sviluppo del concetto di sms. Certo, c’è il limite dei 140 caratteri, recentemente spostato a 280, ma la potenzialità di diffusione di ciascun “cinguettio” è impressionante. Tra l’altro, se punti a un uditorio “maturo e responsabile”, pare che gli utenti siano perlopiù persone al di sotto della cinquantina. Significa che rispetto al popolarissimo Facebook troverai più facilmente una clientela.

L’uso comune

Dato che su Twitter sono gli altri che ti scelgono, ecco che il social network in questione è diventato il modo più immediato per diffondere un pensiero. Lo utilizzano i personaggi noti, ma come avrai capito o già sai è un’ottima risorsa pure per le imprese. Naturalmente esistono – analogamente a Facebook, del resto – notizie spesso legate più al pettegolezzo o alla futilità che a una vera urgenza.

Distinguere sarà una tua prerogativa, però dovrai a tua volta impegnarti per pubblicare materiale interessante. Ed è importante pure la regolarità, serve a guadagnare credibilità, a essere attendibili.

Se ti accorgi di non avere tempo a sufficienza per dedicartici (e non puoi appoggiarti a qualcun altro che se ne occupi) o se cominciano a mancarti le idee, meglio desistere. Quando i tuoi followers si stufano, non vale più la pena… 

Il funzionamento vero e proprio

In sostanza, sono solo due i modi di interagire con questa piattaforma. In veste di follower, ovvero colui o colei che ha cercato il tuo profilo e ha deciso di riceverne gli aggiornamenti sulla cosiddetta timeline; e, al contrario, da following, cioè essendo visualizzati dagli altri.

Per non creare troppo caos, meglio limitare i tuoi followings. Prova a capire quali sono i più utili per te. Oltretutto, è il caso di trovare un punto di bilanciamento tra chi ti segue e chi segui tu: se hai più followings che followers vuol dire che qualcosa non sta andando per il verso giusto.

Soprattutto, sembrerà che non sei sufficientemente autorevole nel tuo settore da influenzarne (anche in minima parte) l’andamento.

Metodi per ottimizzare

Un’operazione semplice da effettuare al più presto consiste nell’organizzare tematicamente le liste dei followings. In seconda battuta, hai facoltà di monitorare il grado di partecipazione dei followers. Infatti, non di rado alcuni utenti non mostrano grande interesse e non condividono i tuoi tweets.

L’eventuale passività si misura appunto con il numero di retweets: se le tue dichiarazioni viaggiano da un profilo all’altro, allora la “macchina” sta assolvendo il suo compito. 

Menzionare (con parsimonia) serve

Twitter offre ancora una possibilità di diffusione “ragionata” dei tuoi contenuti: la mention. Se nel tuo commento vuoi coinvolgere qualcuno, è sufficiente citarlo dopo aver digitato la chiocciola (@).

Non farlo spesso o ipocritamente. Inoltre, puoi contattare direttamente followings e followers per chiedere qualche notizia in particolare. Esistono delle funzioni automatiche adatte allo scopo, ma il nostro consiglio è di tentare di personalizzare anche simili “adunate”: divenire spam è facile. Come se non bastasse, a pagamento c’è la funzione di scheduling, per sottolineare un commento quando occorre.

Va bene, ma in generale cosa si scrive?

Naturalmente sapere come aumentare i followers su Twitter non ti guida nella formulazione dei contenuti da inserire. A quella devi arrivare tu con l’esperienza, tenendo tuttavia in considerazione sin da subito che il tuo compito non è tanto proporre offerte in automatico, bensì rispondere con sincerità e competenza alle domande sui tuoi prodotti che ti vengono rivolte. In fondo sei lì per questo. Ecco, impara dai followings esperti.

Errori e consigli

Non essere noioso o serioso, piuttosto sii chiaro e (necessariamente) sintetico – abbrevia anche gli URL con gli appositi strumenti! – nonché aggiornato, in particolare sulle tendenze. Mantieni alti i livelli qualitativi del suo website o blog, dove, si suppone, “atterreranno” il più delle volte i potenziali clienti. Occhio agli egocentrismi e considera i tweets già sponsorizzati.

Un cenno sugli hashtags

Hai presente l’hashtag (#)? Potremmo definirlo un’etichetta da applicare al tuo commento per lanciare una parola-chiave, o per usarne una già circolante. Si scrive prima della keyword (che è priva di spazi). Quando sei tu a crearlo e viene diffuso, la tua reputazione sale.

Quanto ne sai di Twitter?

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