Biologico in crescita in Italia: non solo cibo ma anche cosmetici e tessuti green

Biologico in crescita in Italia: non solo cibo ma anche cosmetici e tessuti green

In Italia, la tendenza al biologico continua a registrare ampi consensi da parte del pubblico. Il trend bio si sta affermando in tutti i settori. Stando ai dati emersi dal Rapporto Bio Bank 2016 (la banca dati del bio), in Italia il biologico è caratterizzato da segni positivi su tutti i fronti, da quello alimentare a quello della cosmesi, entrambi caratterizzati da tassi di crescita a due o tre cifre.

Contestualmente, anche FederBio ha fornito i dati relativi alla prima edizione della Festa del Biologico italiano: stando ai dati, l'Italia si attesterebbe come il settimo mercato al mondo sul fronte del biologico, con un fatturato che, nel 2016, ha rasentato i 4,3 miliardi di euro.

Nello specifico, l'acquisto di prodotti biologici da parte degli italiani ha registrato un +7% rispetto allo stesso periodo del precedente anno: il dato si traduce in un significativo aumento di 1,2 milioni di euro spesi per il biologico.

L'agricoltura biologica in Italia

Oggi, le aziende agricole biologiche nostrane conquistano sempre più terreno, basti pensare che l'Italia è nella Top 10 dei paesi produttori per numero di aziende (41.807) e per terreno dedicato (1.113.742 ettari). Sul fronte internazionale è l'Argentina a detenere il primato per ettari destinati alla coltivazione biologica, con 30.041.005 ettari.

Per quanto riguarda lo Stivale, sono le regioni meridionali a mostrare particolare interesse nel biologico, con Sicilia, Calabria e Puglia che vantano il maggiore impegno.

Non è difficile comprendere le ragioni dell'impennata del biologico in Italia, in quanto è sano e sostenibile. I prodotti bio non ammettono pesticidi, coloranti artificiali, materie prime di derivazione animale e OGM, sperimentazioni sugli animali e radiazioni ionizzanti e non sono quindi nocivi rispetto ai prodotti dell'agricoltura tradizionale. Le piante che provengono dall'agricoltura biologica certificata sono coltivate in ambienti protetti e tenute lontane dalle sostanze nocive. Per la raccolta e la distillazione viene invece rispettato il ciclo delle stagioni.

Come individuare i cosmetici realmente bio

Per essere certi di acquistare un prodotto cosmetico realmente biologico, bisogna imparare a leggere l'elenco INCI – International Nomenclature of Cosmetic Ingredients – che contiene l'elenco degli ingredienti dannosi che non devono essere presenti all'interno dei prodotti bio: derivati del petrolio, paraffina, conservanti, siliconi, parabeni e coloranti sintetici.

Molto importante è anche la presenza del marchio di certificazione bio, che serve a garantire l'origine e la provenienza delle materie prime, le metodologie di fabbricazione e di distribuzione.

In Italia è boom di cosmetici biologici professionali certificati AIAB (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica) o con certificazione CCPB (Consorzio per il Controllo dei Prodotti Biologici) riconosciuto dal Ministero dell'Agricoltura. Inoltre, per avere la certezza che i prodotti interessati non siano stati testati sugli animali, si può controllare la presenza del certificato LAV o della certificazione Cruelty Free. Per quanto concerne gli standard europei per le certificazioni dei cosmetici naturali, le più importanti sono: Cosmos e Natrue, rispettivamente per prodotti biologici e per quelli naturali.

Non solo cosmetici: quando l'abbigliamento diventa bio

Italiani fortemente orientati verso l'abbigliamento bio, ovvero verso l'acquisto di indumenti ricavati da fibre vegetali o dal manto di animali opportunamente trattato secondo la normativa che disciplina il biologico dal punto di vista dei tessili. A tale riguardo, l'IFOAM (International Federation of Organic Agriculture Movements) è l'organo al quale si deve lo sviluppo delle norme relative al tessile biologico.

É detta GOTS (Global Organic Textile Standard) ed è la certificazione internazionale più autorevole dei tessili biologici, con standard che certificano il rispetto dell'ambiente nell'intera filiera di produzione, dalla semina alla distribuzione. In Italia, l'ICEA è preposta alla certificazione delle aziende nostrane di tessili bio, basandosi sugli standard GOTS.

I vantaggi di vestire bio

L'abbigliamento bio è da considerarsi a basso impatto ambientale, basti pensare alle politiche ambientali come il riciclo e il risparmio energetico adottate nei processi di crescita e di trasformazione delle fibre naturali in tessuti ed oggetti.

Lana, cotone e seta sono materiali di origine biologica e sono certificabili come tali. Il cotone biologico non sottoposto a processi di sbiancamento è ideale per chi ha la pelle particolarmente delicata o tendente alle allergie. Inoltre, i tessuti in puro cotone offrono la massima resistenza al sudore, risultano lisci, antistatici e possono essere lavati in lavatrice anche ad elevate temperature.

La lana biologica mista alla seta è invece ideale per i mesi invernali, poiché regola il calore, l'umidità, risulta molto soffice e vestibile. La lana da allevamento biologico proviene da pecore curate mediante omeopatia o fitoterapia, nutrite con mangimi e fieno bio e tenute al pascolo.

Optare per un abbigliamento bio si traduce in diversi vantaggi, non solo in funzione del benessere della pelle, ma anche sul fronte del rispetto per l'ambiente e per chi lavora nella filiera produttiva.

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