Etichetta energetica, come leggerla bene

Dal 1° gennaio anche negli store online gli elettrodomestici in vendita devono possedere un’etichetta energetica, che riporta il consumo energetico dell’apparecchio, così come altri parametri che servono a capire le loro prestazioni ed efficienza energetica.


L’etichetta energetica indica, innanzitutto, la classe energetica dell’elettrodomestico. Essa va dalla A (colore verde scuro, significa basso consumo energetico e miglior performance) alla G (colore rosso, indica maggior consumo e minore efficienza energetica).

Inoltre, sin dal 2010, vi sono tre nuove classi di efficienza energetica superiori alla “A”, che sono: A+, A++ e A+++. Quest’ultima denota la maggior efficienza e minor consumo in assoluto. C’è molta differenza tra un apparecchio classe A e classe A+++. Secondo Altroconsumo, per esempio, i frigoriferi di classe A consumano circa il 60% in più rispetto a quelli di classe A+++, le lavatrici il 32% in più e le lavastoviglie un 30%.

Attualmente, per alcuni elettrodomestici, non è consentita la vendita al di sotto di una determinata classe energetica. Ad esempio, i frigoriferi e congelatori devono appartenere come minimo alla classe A+, e le lavastoviglie e lavatrici alla classe A.

Oltre alla classe energetica, l’etichetta fornisce informazioni dettagliate sulle caratteristiche tecniche e performance del prodotto. In una lavatrice, ad esempio, deve riportare indicazioni su volume e capacità di carico, efficienza di centrifugazione o di asciugatura e consumo di acqua. Alcuni elettrodomestici devono informare anche sul livello di rumorosità espresso in decibel (massimo consentito dalla legge 80 dB).

C’è poi una scheda informativa riportante marchio, modello, classe di efficienza, consumo energetico o di altre risorse, marchio comunitario di qualità ecologica e caratteristiche tecniche del prodotto.

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