Decreto competitività: cambiano gli incentivi energia verde

Il Senato ha approvato il polemico decreto sulla Competitività delle imprese, noto anche come lo “spalma incentivi” e adesso attende l’esame della camera; il testo conferma la bozza redatta lo scorso 24 maggio, con nuove norme su energia elettrica, incentivi energia verde, ed efficienza energetica nell’edilizia scolastica.

Il nuovo decreto competitività o spalma-incentivi è stato pensato per ridurre del 10% delle bollette della luce per le PMI, ed era già stato annunciato dal Presidente del Consiglio. Nuove norme in arrivo anche per quanto riguarda gli incentivi energia verde, dopo le modifiche all’articolo 26 (i saldi rimangono invariati, con un risparmio di circa 800 milioni) che introducono nuove opzioni per gli incentivi energia verde e tre scaglioni di diminuzione.

A partire dal 2015 gli operatori potranno spalmare gli incentivi energia verde su 24 anni, oppure mantenerli a 20 anni ma modificando la tariffa di modo che ci sia una prima fase in cui viene tagliata e una seconda in cui viene ugualmente aumentata. Inoltre, si potrà mantenere il periodo di incentivazione a 20 anni con i tre scaglioni di cui sopra, il 6% per impianti tra 200 e 500 kW, l’8% tra i 500 e i 900 kW e il 10% sopra i 900 kW.

Ci sarà pure la possibilità di cedere una quota dei diritti degli incentivi energia verde, e il decreto prevede anche una norma contro i contenziosi attraverso intese tra governo e banche, con tanto di clausola di salvaguardia. Il GSE erogherà gli incentivi energia verde, cioè per il fotovoltaico, a rate mensili sulla base del 90% della produttività media annua di ogni impianto, con eventuale conguaglio entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Infine, ricordiamo ai consumatori che è possibile avere energia verde a casa senza installare impianto alcuno, grazie alle diverse tariffe energia verde qui consultabili.

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