Earth Hour 2015, registrati numeri da record!

Il 28 marzo ha preso il via la manifestazione internazionale Earth Hour (o anche Ora della Terra), un evento a cadenza annuale organizzato dall’Associazione WWF con l’intento di richiamare l’attenzione del mondo ed intervenire in maniera più concreta sui cambiamenti climatici mediante un semplice gesto da condividere con tutti: lo spegnimento delle luci. Ma perché scegliere proprio le luci come gesto per sensibilizzare l’opinione pubblica? Semplice, è il risparmio energetico la prima chiave di volta per promuovere la salute del nostro ecosistema. L’utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, e non a consumo, che possano ridurre, nel tempo, l’emissioni di gas serra e, nel contempo, rispondere al fabbisogno energetico del nostro pianeta.

Numeri da record per la manifestazione a favore dell’ambiente

L’iniziativa della manifestazione, che nasce in Australia a Sydney nel 2007, per volontà di un gruppo ambientalista del WWF, ha raggiunto nell’appuntamento di quest’anno un vero e proprio record di spegnimenti. Oltre 1400 i monumenti che hanno deciso di contribuire all’Earth Hour con uno spegnimento simbolico, 40 siti patrimonio dell’Unesco (tra cui l’Acropoli di Atene, la Cattedrale di Cologna, la Valle dei Templi di Agrigento e le Isole Galapagos), 172 Paesi e milioni di persone coinvolte nel più grande movimento globale a favore dell’ambiente. In Italia, 300 il numero dei Comuni che hanno partecipato alla manifestazione, più di 400 i siti culturali che hanno deciso di “spegnersi” per il tempo di un’ora.

Dal 2007 ad oggi ogni edizione dell’Ora della Terra ha raccolto numerosi consensi potendo contare sul supporto, oltre che di associazioni, enti, community, di personaggi illustri e testimonial della lotta al climate change. Quest’anno anche Monsignor Gulliermo Karcher, il cerimoniere di Papa Francesco, ha voluto contribuire all’evento mondiale con un suo tweet per testimoniare l’adesione e l’apprezzamento del Pontefice che ha acconsentito a far spegnere la Cupola di San Pietro. Numerosi i luoghi culto del pianeta che hanno seguito l’esempio del Vaticano: spenti l’Empire State Building e la sede delle Nazioni Unite a New York, il Burj Khalifa a Dubai, l’Harbour Bridge di Sydney, lo skyline di Hong Kong, il Cremlino a Mosca, la Torre Eiffel a Parigi.

In tanti hanno raccolto il messaggio di sostenibilità del WWF con centinaia di iniziative di solidarietà spontanee in ogni angolo del pianeta. L’urgenza di prendere delle decisioni forti e delle contromisure necessarie per frenare il cambiamento climatico sembra essere, oggi, un tema condiviso da milioni di persone pronte ad offrire impegno e soluzioni nuove per favorire la crescita di un’economia green, così come ha anche ricordato il Segretario Generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon.

Erano circa 2 milioni le persone che nel marzo 2007 hanno deciso di rendere omaggio alla manifestazione Earth Hour, a soli 8 anni di distanza il numero di persone coinvolte è molto superiore. L’appuntamento per il prossimo evento dell’Ora della Terra è in programma per il 19 marzo 2016; per quella data la speranza di tanti è quella di intravedere qualche sensibile cambiamento per poter centrare l’obiettivo, entro l’anno 2050, di un ambiente eco-sostenibile in cui le esigenze mondiali di energia possano essere alimentate da un sistema pulito, rinnovabile ed economico.

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